Quotidiano | Categorie: Fatti

"Roi. la Fondazione demolita", il libro di Giovanni Coviello sui danni "collaterali" della BPVi di Zonin. Nel video l'autore, Giorgio Meletti, che ha parlato anche di Bankitalia, e Italo F. Baldo, che ha ritratto il marchese Roi

Di Edoardo Pepe Domenica 30 Aprile 2017 alle 16:36 | 0 commenti

Pubblicato alle 16.52 del 26 aprile, aggiornato alle 23.50, il 29 aprile alle 16.23 e alle 16.26 del 30 aprile. Dopo "Vicenza. La città sbancata", la riproposizione dei pezzi di cronaca che VicenzaPiu.com dedicò dal 13 agosto 2010 alla crisi incombente e poi esplosa della Banca Popolare di Vicenza, è stato presentato in anteprima il 26 aprile a Bassano presso la libreria Palazzo Roberti "Roi. La Fondazione demolita", il secondo libro/dossier della nostra collana Vicenza Papers, alla presenza dell'autore Giovanni Coviello, che ha anche osservato come ancora oggi la Fondazione sia in un'area grigia e che ha avuto al suo fianco Giorgio Meletti, giornalista economico de Il Fatto Quotidiano, esperto di banche e degli intrecci intorno a Banca d'Italia ma ferrato anche sulla SPV, e il prof. Italo Francesco Baldo, autore della ricca prefazione sul marchese mecenate Giuseppe Roi.

Per approfondire le questioni accennate vale la pena anche ascoltare oltre all'autore e al prof. Baldo le considerazioni con cui il giornalsita del Fatto Quotidiano, dopo aver puntualizzato anche sulla Strada Pedemontana Veneta, analizza anche il ruolo centrale di Banca d'Italia a Vicenza, Montebelluna e altrove...

Se, dopo quanto scritto sul primo libro, si vuole conoscere meglio la cupola che ha condizionato in negativo Vicenza avvolgendo come una piovra anche settori come quello culturale in cui doveva operare la Roi, "Roi. La Fondazione demolita" è disponibile su shop.vicenzapiu.com e Amazon, nelle migliori librerie ed edicole e presso la nostra redazione di Viale Milano 31.

 

Roi. la Fondazione demolita

Con una selezione di articoli pubblicati dal 21 luglio 2015 fino al 7 aprile 2017 su VicenzaPiu.com e scritti da vari autori ma essenzialmente dall'autore, che è direttore del quotidiano online, il nuovo libro ricostruisce le vicende della Fondazione Roi che, come dice il titolo, è stata "demolita" dalla cattiva gestione dei suoi vecchi Cda in carica dal 2009.

La Fondazione, nata per volontà del marchese Giuseppe Roi, uomo di grande sensibilità culturale e sociale, nelle intenzioni del suo promotore doveva contribuire a sostenere il Museo Civico di Palazzo Chiericati a Vicenza, dalla sua manutenzione alla promozione delle sue attività. Da quando nel 2009, dopo la morte del marchese Roi, la presidenza della fondazione è passata a Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare Vicentina, che ha diritto statutario a nominare tre rappresentanti nel cda, la quasi totalità del denaro del cospicuo patrimonio della Roi, ricca anche di immobili, è stata utilizzata in modo imprudente e, soprattutto, diverso da quanto previsto nello statuto: precisamente con i soldi della fondazione sono state acquistate decine di milioni di euro di azioni della banca presieduta dallo stesso Zonin e un immobile, l'edificio dell'ex cinema Corso, con il progetto di farne appartamenti di lusso.

In entrambi i casi si tratta di acquisti difficili da inserire tra le finalità della fondazione, per quanto liberamente possa esserne interpretato lo statuto. I media locali tradizionali, come già accaduto anche per le passate vicende della banca, non hanno dato il giusto peso alla faccenda e VicenzaPiu.com si è assunto il compito di dare voce a chi denunciava la situazione, di riportate le testimonianze fuori dal coro di chi chiedeva chiarezza in merito ma, soprattutto, di indagare direttamente sui (mis)fatti dell'era Zonin e sull'entroterra affollatissimo di connivenze locali che, accanto allo sfascio della BPVi, ha consentito anche la spoliazione della Fondazione e della cultura vicentina che il marchese Roi voleva sostenere."Roi. La fondazione demolita" utilizza il metodo giornalistico già utilizzato per "Vicenza. La città sbancata", quello, cioè, di riportare in ordine cronologico una corposa selezione di articoli sul tema pubblicati da VicenzaPiu.com mentre i "fatti" si svolgono e non comode ricostruzioni a cose fatte, utili spesso anche a tacitare la coscienza di chi si è voltato dall'altra parte per non guardare, per non opporsi, per non raccontare.

Il dossier sulla Roi ricorda i primi segnali delle irregolarità commesse intuiti a metà 2015 e dal 4 marzo 2016, parallelamente all'impoverimento della Fondazione, si arricchisce soprattutto di rivelazioni sul passato che data dalla nomina nel 2009 del primo Cda targato Zonin ma anche di cronaca del presente fino a poco dopo la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che avrebbe dovuto contraddistinguersi per la discontinuità con quel passato. Dopo le molte domande fatte, le poche risposte ricevute, i tanti fatt(acc)i raccontati, i troppi dubbi ancora irrisolti, rimangono vive le denunce, molte di possibile rilevanza civile e panale, e forte il timore che ben poco, al 7 aprile 2017, stia cambiando.

Ancora una volta dunque Media Choice, editore di VicenzaPiu.com e della collana Vicenza Papers, dà alle stampe un libro-denuncia, che racconta uno spaccato di vita vicentina che descrive uno degli aspetti peggiori della vicentinità: il perbenismo, il conformismo, il silenzio, la paura di esporsi oppure, le poche volte in cui esce dal silenzio complice, l'accusa non tanto per voglia di giustizia quanto per senso di rivalsa. Una lettura scomoda proposta da un autore con il quale si può anche non essere d'accordo ma al quale va sicuramente riconosciuta la tenacia e la voglia di andare oltre le riposte facili e le apparenze consolanti.


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