Quotidiano | Categorie: Interviste, Sanità, Fatti, Giudiziaria

La risposta della Ulss 6 a un paziente che entra "in piedi" al S. Bortolo, va in stroke unit e ne esce in carrozzella: la denuncia è del prof. Renato Ellero

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Giovedi 22 Dicembre 2016 alle 08:58 | 0 commenti

Prima pubblicazione ore 14.55 del 20 dicembre 2016. Aggiornamento ore 23.55. Completamento con replica Ulss 6 alle 8.58 del 22 dicembre. Sulla denuncia del Prof. Renato Ellero ci è arrivata ieri la presa di posizione da noi richiesta alla Ulss 6 di Vicenza che pubblichiamo qui di seguito a completamento dell'intevista all'avvocato rimasto semiparalizzato dopo un ricovero in stroke unit al S. Bortolo di Vicenza.

A seguito della nota pervenuta in data 27 ottobre 2016 da parte del legale dell'avv. Ellero, l'ULSS 6 ha già attivato l'iter interno volto ad accertare lo svolgimento degli eventi, in un'ottica di massima trasparenza e rispetto che caratterizza tutti i rapporti con i propri assistiti.  Pur comprendendo lo stato d'animo dell'avv. Ellero e profondamente dispiaciuti per l'evento occorsogli, si giudicano pertanto inappropriate le osservazioni negative sull'Azienda stessa e sul sistema sanitario regionale nel suo complesso. Ulss 6 di Vicenza

L'intervista al paziente Renato Ellero

Sabato 31 ottobre 2015 un paziente settantenne entra al pronto soccorso del S. Bortolo in codice rosso ma "in piedi", viene ricoverato in Stroke unit per sintomi da ictus e la sera successiva, domenica 1° novembre, pur sotto osservazione strumentale e pur avendo varie volte richiamato, invano sostiene, l'attenzione del personale medico e infermieristico, viene colpito da una emiparesi al lato sinistro, per la quale è in riabilitazione da quando uscì "in carrozzella" dall'ospedale vicentino. Nella sua "relazione di accertamento medico legale  in riferimento a possibili danni ingiusti da responsabilità professionale medica", allegata alla denuncia penale presentata in questi gironi alla Procura di Vicenza, il prof. Raffaele Giorgetti, Ordinario di medicina legale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Sanità Pubblica dell'Università Politecnica delle Marche, scrive che «il paziente appare essere stato fondamentalmente abbandonato a se stesso in attesa dell'inevitabile peggioramento e trattato solo alle 22.15... quando ormai l'ipopefluosione cerebrale aveva determinato una stabilizzazione del danno...»

Già ieri, successivamente alla nostra intervista video al paziente che «è stato degente presso la Stroke Unit dell'ospedale S. Bortolo dal 31 ottobre 2015 e che ha fatto dichiarazioni e presentato denuncia in merito a presunti gravi disservizi», abbiamo chiesto per iscritto agli "accusati" diretti, che si aggiungono alla struttura ospedaliera in sè, e cioè al dr. Francesco Perini, Direttore di Neurologia, e alla dr.ssa Antonella De Boni, di poterli «intervistare con urgenza per accompagnare alla testimonianza del degente» le loro eventuali «contro deduzioni».

Ad oggi non abbiamo ricevuto risposte per cui, dopo aver provveduto a sollecitarle e sperando di poter raccogliere le versioni dei due clinici e magari le rassicurazioni loro e dell'ente ospedaliero su una situazione che il degente denuncia anche per "allertare" tramite noi la sanità veneta, il direttore generale della Ulss 6 Giovanni Pavesi, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che in questi giorni è sempre più in prima linea sul fronte della sanità, e il procuratore di Vicenza, Antonino Cappelleri, a cui si rivolge il paziente che, di certo rimasto lucido dopo l'ictus, ne approfitta per sollecitare le sue indagini sulla Banca Popolare di Vicenza, pubblichiamo il video integrale il cui "protagonista", di certo non felice, è... il prof. Renato Ellero (C'è stato un contatto da parte dell'ufficio stampa dopo la prima pubblicazione che, sia pur comprensibilmente, non ci dava soverchie speranze su una replica, ndr).

Visto il "nome" e il "peso specifico" dell'ex senatore nonchè noto (e nostro) avvocato oltre che ex cattedratico a Padova di Diritto Penale, di certo gli sviluppi del caso potranno essere utili non solo a lui, legalmente non certo per la salute compromessa, ma a chi oggi si affida con fiducia a strutture pubbliche definite perennemente di "qualità" ma che, anche alla luce di altri episodi, alcuni noti altri meno spesso anche per ignoranza o disinformazione, è opportuno verificare che rimangano al livello dichiarato costantemente e per tutti...

Servizio in collaborazione con Sara Todisco


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