Quotidiano | Categorie: Ambiente, Lavoro

Pfas, lavoro e salute: prende posizione la Rsu Miteni spa con Denis Orsato per la Uil e Renato Volpiana per la Cgil

Di Note ufficiali Domenica 23 Luglio 2017 alle 19:18 | 0 commenti

Recentemente l'azienda Miteni ha commentato in modo distorto le ragioni che hanno spinto noi rappresentanti sindacali unitari aziendali (Rsu) a dichiarare lo stato di agitazione sindacale. Più nel dettaglio ha dichiarato che ha presentato un contratto integrativo aziendale, che gli investimenti per la tutela ambientale sono prevalenti su qualsiasi beneficio economico, aggiungendo poi che il mancato rinnovo è conseguente alla indisponibilità del sindacato a discutere accordi vecchi di quarant'anni anni e palesemente obsoleti. In merito ai contenuti di queste dichiarazioni, siamo costretti ad intervenire per chiarire quanto segue.

Quanto da noi dichiarato circa le motivazioni di questa nostra prima azione sindacale di protesta è corrispondente a fatti precisi. Invitiamo l'azienda a dimostrare ciò che dice, soprattutto in relazione al tema dei confronti salariali, rispetto ai quali riteniamo stia agendo strumentalmente. Purtroppo registriamo che anche su queste tangibili questioni strettamente legate alle articolate condizioni interne aziendali, l'azienda preferisce procedere con una narrazione che evidenzia uno scollamento logico tra ciò che va affermando e la cruda realtà. Deve essere chiaro che noi non abbiamo dato alcuna disponibilità a discutere di ulteriori riduzioni di salario, semplicemente per il fatto che le nostre priorità sono, in ordine di importanza, la tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente nostri e della popolazione e dei territori coinvolti dalla vicenda pfas; poi il risanamento e la riconversione delle attività aziendali, il cui finanziamento spetta alla proprietà, non ai lavoratori. Il nostro è stato quindi un fermo No a ridurre la complessissima questione che coinvolge Miteni ad uno scadente ed inaccettabile livello di ricatto salariale. Ancor più scadente se si considerano certe pratiche divisive messe in atto all'interno dell'azienda, temiamo con fini dal sapore antisindacale, almeno nei confronti della Rsu. Definire poi gli accordi aziendali "obsoleti" perché "vecchi" di quarant'anni anni denota una totale distorsione dei fatti. Gli accordi di Miteni partono dal 1975 e arrivano, i più recenti, al 2016: lungo gli anni sono stati continuamente aggiornati e quindi adattati alle mutazioni e necessità organizzative e tecniche dell'azienda. Voler maliziosamente confondere questi accordi con un contratto integrativo salariale di secondo livello, che in Miteni non c'è più da oltre dieci anni, è prendersi in giro. Probabilmente questi accordi aziendali, che sono la conseguenza di tanti anni di relazioni industriali finora condivise, risultano d'impaccio al "new deal" di questa attuale gestione in quanto regolando a livello aziendale, come previsto dal CCNL, alcune nostre specifiche condizioni di lavoro - es. l'articolazione delle salvaguardie della salute e della sicurezza, gli organici, la squadra d'emergenza interna, l'organizzazione dei reparti e delle mansioni, le previdenze sociali e sindacali, le polizze assicurative, l'orario di lavoro e gli schemi dei turni, le relative condizioni salariali - creano appunto dei vincoli. Abbiamo quindi forte la sensazione che voler togliere di mezzo questi accordi sia funzionale ad avere una pressoché piena deregulation contrattuale e sindacale a livello aziendale, portando le lancette della storia non oltre ma a prima di questi evoluti quarant'anni, magari retrocedendole agli anni sessanta... Alla luce di questi fatti diventa per noi ancor più urgente appellarci alla regione Veneto affinché ci dia risposte non più rimandabili in merito agli impegni dalla stessa assunti al tavolo degli incontri del 28 marzo e 26 aprile scorso. In riferimento al monitoraggio sanitario dei lavoratori Miteni, ex e terzi, di cui non abbiamo più avuto notizia. In relazione ad un chiarimento del quadro normativo relativo al contesto ambientale su cui insiste la Miteni, con particolar riferimento alla Delibera Giunta Regione Veneto 360 del 22.03.17 "piano tutela delle acque" e alla Delibera Giunta Regione Veneto 160 del 14.02.2017 "carotaggi area Miteni". E ancora chiediamo alla Regione che ci informi sull'esito della richiesta di intervento economico della controllante Icig per far fronte all'emergenza pfas determinatasi nella popolazione e territori coinvolti, per il futuro dei 130 lavoratori del sito di Trissino e di un piano per il risanamento e riconversione delle sue attività. Stiamo arrivando al paradosso che i lavoratori della Miteni devono tenersi i livelli abnormi di pfas nel sangue, senza alcuna previdenza, e accettare anche un taglio degli accordi di lavoro e quindi anche dello stipendio per contribuire a finanziare i costi ambientali e di risanamento che l'azienda dovrà sostenere, come dalla stessa dichiarato. Di cosa stiamo parlando quindi ? E' ora che la Regione prenda una posizione chiara e ferma di fronte ad una assurdità del genere e chieda conto di questi costi all' Icig, come si era ripromessa di fare. O forse a questo punto lo faccia anche verso la Mitsubishi, come tra l' altro ha già in tal senso dichiarato l'assessore Giampaolo Bottacin qualche giorno fa alla stampa. Ribadiamo che noi vogliamo, con la nostra mobilitazione e con l'appello al governo regionale cercare di capire, in assoluta trasparenza, se e a quali condizioni può esserci un futuro per questa azienda, soprattutto in relazione alle priorità citate.

Rsu Miteni spa: Denis Orsato per Uil, Renato Volpiana per Cgil


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