Quotidiano | Categorie: Fatti

Gianni, Giovanni e... Cetera n. 003, parte I. Gli scoop: il museo di Van Gogh di Amsterdam chiude e si trasferisce a Vicenza raggiungibile con Ryan Air grazie ai contributi della Roi...

Di Pietro Cotròn Lunedi 23 Ottobre 2017 alle 14:17 | 0 commenti

Pubblicato il 21 alle 9.07, aggiornato il 23 alle 14.17. "Un giorno - abbiamo scritto il 10 ottobre 2017 - Giovanni Coviello, ingegnere di nascita, ma per vocazione creatore di attività "a fini di lucro" altrui, e Gianni Giglioli, noto consulente per professione ma ispirato dall'arte e da una sapida cultura, si sono incontrati per un'intervista sulla città, bellezze e bruttezze incluse» e, mentre stavano decidendo la scaletta, «presi da improvvisa, per altri, ma abituale per loro, follia e forti della loro autoconsiderazione pari solo alla loro contemporanea tendenza all'autocritita, hanno pensato pensato di fare un "frullato" di egoismo e di altruismo creando un format da web tv: "Gianni, Giovanni e... Cetera».

Eccovi la terza puntata parte I (così abbiamo accorciato d'imperio certe loro lungaggini di auto compiacimento) con importanti rivelazioni sulla chiusura del museo di Van Gogh ad Amsterdam, il suo trasferimento a Vicenza e l'apertura di uo scalo Ryan Air a Thiene, il tutto con i contributi della... Fondazione Roi.

Guardate, sorridete e alla prossima puntata se vi pare... 


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Domenica 28 Ottobre 2018 alle 22:37 da Kaiser
In Aim, è Gianfranco Vivian il nuovo amministratore unico del gruppo: il video della conferenza stampa di Francesco Rucco

Sabato 27 Ottobre 2018 alle 12:57 da zenocarino
In Aim, è Gianfranco Vivian il nuovo amministratore unico del gruppo: il video della conferenza stampa di Francesco Rucco

Giovedi 11 Ottobre 2018 alle 07:02 da kairos
In Pd e civici di csx della città di Vicenza dicono no a Rucco in Provincia. Dure accuse alla dem Luisetto. Le interviste a Spiller, Marchetti, Colombara e Tosetto: "presi in giro"

Giovedi 2 Agosto 2018 alle 16:26 da PaolaFarina
In Il Clan dei Tamimi: un "racconto diverso" sulla vicenda di Ahed Tamini, l'attivista palestinese diciassettenne appena liberata
Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
Gli altri siti del nostro network