Quotidiano | Categorie: Politica, Ambiente, Economia&Aziende

Costo SPV e rilievi disattesi della Corte dei conti alle regione, Osvaldo Piccolotto ai "Cittadini/e di Montecchio contrari alla Pedemontana": ecco i documenti su tutto

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Sabato 24 Novembre 2018 alle 22:53 | 0 commenti

Durante la serata informativa sulla Superstrada Pedemontana Veneta , moderata da Giovanni Coviello, direttore del giornale VicenzaPiù, e promossa dal gruppo “Cittadini/e di Montecchio Maggiore contrari alla Pedemontana” grazie all'impegno di Daniela Muraro,  dopo Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione ambiente del Consiglio regionale del Veneto, ieri, venerdì 23 novembre, presso la sala civica Corte delle Filande a Montecchio Maggiore (Vi), messa a disposizione dall'amministrazione comunale, è intervenuto con una relazione dettagliata anche Osvaldo Piccolotto, che ha completato le risposte alla domanda che faceva da titolo all''assemblea pubblica, “Quanto ci costa la Pedemontana?. 

Nel suo intervento, che proponiamo qui anche ai non presenti (scusandoci per la ripresa fissa ma non era prevista la registrazione che invece riteniamo utile mostrare) e dopo aver fatto altrettanto con quello di Zanoni, Piccolotto, tecnico ambientalista e puntuale contestatore della legittimità dell’opera, ha ricostruito la storia delle tre diverse concessioni sottoscritte con la Sacyr evidenziando l'insostenibilità economica dell'opera, i suoi danni ambientali e i numerosi rilievi della Corte dei Conti, spesso se non sempre disattesi o elusi dagli enti preposti.

Il tecnico ha supportato le sue considerazioni con documenti e conteggi, che sono riportati qui per una migliore visone rispetti a quella offerta dal video, documenti e conteggi che, ha concluso Coviello, fanno tornare alla mente, sia pure con cifre diverse, l'altro esempio di project financing che sta ricadendo, come previsto, sulle spalle (e nelle tasche) dei veneti: quello dell'ospedale di Santorso, un affare così conveniente per i privati che a rilevare il 70% della Summano spa, la società che si era aggiudicata la gara, è stata recentemente acquisita da una holding inglese...


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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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