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Costo SPV? Zanoni ai "Cittadini/e di Montecchio contrari alla Pedemontana": 12 miliardi, quanti recuperabili non si sa

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Sabato 24 Novembre 2018 alle 16:28 | 0 commenti

Durante la serata informativa sulla Superstrada Pedemontana Veneta promossa dal gruppo “Cittadini/e di Montecchio Maggiore contrari alla Pedemontana” grazie all'impegno di Daniela Muraro per ieri, venerdì 23 novembre, presso la sala civica Corte delle Filande a Montecchio Maggiore (Vi), messa a disposizione dall'amministrazione comunale, Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione ambiente del Consiglio regionale del Veneto, e Osvaldo Piccolotto, tecnico ambientalista e puntuale contestatore della legittimità dell’opera, hanno risposto alla domanda che faceva da titolo all''assemblea pubblica, “Quanto ci costa la Pedemontana?”, moderata da Giovanni Coviello, direttore del giornale VicenzaPiù.

Nel suo intervento, che proponiamo qui anche ai non presenti (scusandoci per la ripresa fissa ma non era prevista la registrazione che invece riteniamo utile mostrare) e prima di fare altrettanto con quello di Piccolotto, Zanoni ha fatto l'excursus delle sue domande e delle sue obiezioni ufficiali in consiglio regionale, spesso rimaste senza risposte come senza risposte da parte della Regione Veneto è spesso rimasta la Corte dei Conti per i suo costanti e crescenti rilievi sull'opera, sui suoi costi e sulla sua sostenibilità.

Il consigliere regionale del Pd ha presentato le sue domande e le risposte (non) ottenute (qui le slide presentate) e le ha confrontate oltre che con i fatti ben noti anche con le slide proposte da Luca Zaia al consiglio regionale del 7 marzo 2017 "in una delle poche sue apparizioni" in aula...


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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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