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Alla Sagra della Sopressa di Valli del Pasubio il gruppo “Musici e Sbandieratori Alfieri della Regina di Piovene Rocchette”

Di Redazione VicenzaPiù Venerdi 10 Agosto 2018 alle 13:50 | 0 commenti

Domenica 5 agosto alla Sagra della Sopressa di Valli del Pasubio numerosi visitatori e villeggianti hanno potuto assistere anche all'esibizione del gruppo storico "Musici e Sbandieratori Alfieri della Regina di Piovene Rocchette", che ha reso omaggio al prelibato salume e al suo re Mirko Zanetti. L'associazione nata nel 2007 da una idea di don Danilo Fantinato, arciprete della parrocchia di Santo Stefano di Piovene Rocchette dal 2000 al 2010 quando venne stroncato da un male incurabile, è composto da ragazzi e giovani di età compresa fra gli 8 e i 30 anni appassionati di bandiere e musica.

Inizialmente costituitosi con lo scopo di animare la Rievocazione storica del paese, nel 2008 è diventato un gruppo autonomo con  partecipazioni a varie manifestazioni in Veneto e non solo, ricordiamo la recente trasferta in Francia, promuovendo e valorizzando le tradizioni legate all'arte della bandiera, dei tamburi e delle chiarine.

La Sagra della Sopressa però continua con una serie di eventi e manifestazioni per rendere piacevole questa calda estate vicentina sino al 15 agosto. Maggiori dettagli cliccando qui.

 


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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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