Archivio per tag: Ipab di Vicenza

Categorie: Politica

Vicenza, terra di smemorati: dopo Gianni Zonin che nulla ricorda della BPVi, dimentica di aver firmato gli "indirizzi" di Variati Fabio Mantovani, candidato sindaco di FI e Lega

Sabato 20 Gennaio 2018 alle 12:33
ArticleImage Se Gianni Zonin, da quando è uscito dalla morente Banca Popolare di Vicenza, dopo 36 anni di presenza nel cda, 16 da suo membo e circa 20 da presidente, nulla ricorda di quanto e se decise qualcosa pur venendo lautamente retribuito, oggi al partito degli smemorati dobbiamo aggiungere Fabio Mantovani, candidato successore di Achille Variati per conto di Forza Italia e Lega. L'avvocato e presidente del locale Ordine dichiara, infatti, oggi sul GdV che "non è vero che ho firmato le linee programmatiche del sindaco", condizione per essere nominato proprio da Variati nel cda dell'Ipab di Vicenza.

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Categorie: Fatti

Lucio Turra rimette la persona al centro dell'azione dell'Ipab di Vicenza e pone l'ente al centro dell'attenzione della città

Mercoledi 25 Ottobre 2017 alle 14:34

Se rilanciare la relazione con la comunità vicentina era lo scopo dichiarato del nuovo progetto targato IPAB di Vicenza che, assieme al Comune di Vicenza, ha proposto tra settembre e ottobre un ciclo di incontri intitolato "Tra Dono e Carità, del prendersi cura della Persona e della Comunità", oggi Lucio Turra, presidente dell'ente oltre che ex manager bancario e, soprattutto, dirigente nazionale dell'Azione Cattolica, ne ha fatto con noi un sintetico ma puntuale bilancio che vi proponiamo nella sua video intevista.

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Commenti degli utenti

Domenica 28 Ottobre 2018 alle 22:37 da Kaiser
In Aim, è Gianfranco Vivian il nuovo amministratore unico del gruppo: il video della conferenza stampa di Francesco Rucco

Sabato 27 Ottobre 2018 alle 12:57 da zenocarino
In Aim, è Gianfranco Vivian il nuovo amministratore unico del gruppo: il video della conferenza stampa di Francesco Rucco

Giovedi 11 Ottobre 2018 alle 07:02 da kairos
In Pd e civici di csx della città di Vicenza dicono no a Rucco in Provincia. Dure accuse alla dem Luisetto. Le interviste a Spiller, Marchetti, Colombara e Tosetto: "presi in giro"

Giovedi 2 Agosto 2018 alle 16:26 da PaolaFarina
In Il Clan dei Tamimi: un "racconto diverso" sulla vicenda di Ahed Tamini, l'attivista palestinese diciassettenne appena liberata
Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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