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A Vicenza caccia alla compagna di Achille Variati

Di Pietro Cotròn Domenica 9 Aprile 2017 alle 11:14 | 1 commenti

A Vicenza si scatena la caccia alla compagna di Achille Variati... sempre schivo al riguardo ma ora incoraggiato dall'amico Flavio Tosi come fa supporre la notizia odierna su Il Mattino di Padova: «Nella città di Giulietta, Flavio Tosi candida a sindaco la promessa sposa Patrizia Bisinella.

Infatti «...svanito il miraggio del terzo mandato, il veronese ha sciolto ormai le riserve: l'11 giugno sarà la senatrice-fidanzata... a correre con il simbolo di "Fare!".... un "piano B" rispetto all'obiettivo principale, quello di concorrere nuovamente alla poltrona più alta di Palazzo Barbieri...» non più perseguibile per il veto di una parte del Pd a una legge che consentisse il terzo mandato consecutivo dei sindaci.


Commenti

Inviato Domenica 9 Aprile 2017 alle 13:18

Variai chi impalmerà e candiderà come prossimo sindaco? Tremino gli amici del Sindaco, riserverà delle grosse sorprese.
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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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