Quotidiano | Categorie: Ambiente, Fatti

Rigopiano, la cronaca del 24 gennaio senza superstiti

Di Edoardo Pepe Martedi 24 Gennaio 2017 alle 23:52 | 0 commenti

Mentre le salme recuperate a Rigopiano salgono a 18 la cronaca del 24 gennaio (qui quelle degli altri giorni, ndr) mostra nei servizi Ansa per VicenzaPiu.tv anche il primo funerale, quello dell chef celebrato a Farindola, una località a poca distanza dal luogo dove l'hotel è stato sommerso da una valanga che portava con sè tanta neve quanta ne conterrebbero 4.000 Tir, è stato detto. La straordinarietà dell'evento non cancella, però, i dubbi sul luogo di costruzione della Spa e sull'organizzazione dei soccorsi. ma il tema della Protezione civile non andrebbe affrontato solo quando i disastri diventano uno show per le polemiche tra politici che negli altri giorni, che precedono o seguono gli eventi, non solo smettono di parlare ma non cominciano mai ad operare per fare quello che a parole dicono che andrebbe fatto.

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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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