Quotidiano | Categorie: Politica

Referendum costituzionale, il presidente del Consiglio Comunale Federico Formisano spiega il quesito che sarà sulla scheda dei votanti il 4 dicembre

Di Sara Todisco Mercoledi 30 Novembre 2016 alle 10:30 | 0 commenti

Servizio di Giovanni Coviello, direttore responsabile
Il presidente del Consiglio Comunale Federico Formisano spiega ai microfoni di VicenzaPiù per i nostri lettori il quesito che gli elettori italiani troveranno sulla scheda del referendum costituzionale del 4 dicembre. La domanda a cui tutti dovremo rispondere Sì o No a breve è: “approvate il testo della legge costituzionale concernente 'disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione', approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 88 del 15 aprile 2016?" (qui il testo integrale della riforma costituzionale dalla Gazzetta Ufficiale).

Data la complessità dei concetti che vanno a formare la domanda posta ai votanti, ci facciamo spiegare da Formisano ciò che significa come fa anche FanPage nella sua guida last minute per gli indecisi. Lo scopo è che tutti si rechino a votare, arrivando ai seggi più informati e decisi possibile.


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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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