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Maxi donazione di Natale all'Ulss 8 Berica dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 21 Dicembre 2017 alle 20:58 | 0 commenti

L'Istituto di Credito ha donato quattro apparecchiature per altrettanti reparti ospedalieri:
la Cardiologia di Valdagno, la Chirurgia di Noventa Vicentina, la Nefrologia del S. Bortolo 
e la Pediatria di Arzignano, per un valore complessivo di 100 mila euro

Quattro nuove apparecchiature all'avanguardia per altrettanti ospedali: è la maxi-donazione di Natale consegnata ufficialmente oggi dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola all'Ulss 8 Berica, per un valore complessivo di 100 mila euro, a nome di tutti i soci dell'istituto di credito vicentino.

Nello specifico, i reparti che beneficeranno delle nuove apparecchiature sono - in ordine rigorosamente alfabetico - la Cardiologia di Valdagno, la Chirurgia di Noventa Vicentina, la Nefrologia del S. Bortolo e la Pediatria di Arzignano. «Alcuni soci ci hanno suggerito di andare oltre al tradizionale omaggio natalizio individuale - spiega il Presidente dell'istituto di credito Gianfranco Sasso - pensando ad un dono "unitario", a favore del territorio e in un ambito da tutti molto sentito qual'è la salute. Abbiamo colto l'invito con grande onore perché incarna lo spirito cooperativo e mutualistico delle nostre origini, faro che ancora oggi ci guida, nonostante le tante sfide a cui siamo chiamati a rispondere. La Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola, grazie all'operosità dei suoi Soci, può così sostenere in maniera concreta l'impegno del personale medico e ospedaliero che quotidianamente si prende cura di tutti noi, in una tensione continua all'innovazione e al miglioramento delle cure e, soprattutto, con grande umanità».


A ringraziare l'Istituto di Credito e i suoi soci - a nome di tutta l'Ulss 8 Berica, ma anche dei suoi pazienti - è il Direttore Generale Giovanni Pavesi: «Ancora una volta il territorio vicentino dimostra una straordinaria generosità e sensibilità nei confronti della sua sanità. Questa attenzione e questo senso di partecipazione sono per noi uno stimolo a fare sempre meglio: non posso quindi che ringraziare il presidente Sasso e tutti i soci della Cassa Rurale di Brendola, anche per avere scelto di coinvolgere nella loro generosa iniziativa più ospedali, appartenenti sia al Distretto Est che al Distretto Ovest. Giusto un anno fa annunciavamo l'unificazione delle due ex ULSS 6 e 5 e oggi possiamo dire di essere davvero un'unica realtà, senza pazienti di serie A o serie B, e credo che anche la scelta dell'Istituto confermi come siamo riusciti davvero in poco tempo a diffondere questo messaggio».
Per i test cardiopolmonari all'Ospedale di Valdagno
Più in dettaglio, per la Cardiologia dell'Ospedale di Valdagno la donazione ha riguardato l'acquisto di uno Quark CPET, un laboratorio per l'esecuzione di test cardiopolmonari da sforzo, cioè di test ergometrici associati alla misurazione dei gas respiratori (O2 e CO2). «È uno strumento per la diagnostica avanzata nell'ambito della Cardiologia, Pneumologia e Medicina dello Sport - spiega il dott. Paolo Chinellato, dirigente medico del Servizio di Cardiologia di Valdagno -. Sarà utilizzato per gli approfondimenti diagnostici e prognostici nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca e respiratoria, dunque per patologie di ampia diffusione nella popolazione. Infatti  attraverso l'analisi dei gas respiratori è possibile valutare in modo più completo la performance cardiaca e respiratoria sotto sforzo, integrando pertanto le informazioni ottenibili dalle metodiche diagnostiche tradizionali. Per la sua importanza diagnostica, inoltre, il test cardiopolmonare da sforzo ricopre un ruolo fondamentale nell'individuare quali pazienti, tra quelli con scompenso cardiaco severo, hanno indicazione a ricevere un trapianto di cuore. Accanto a questi  scopi esso viene utilizzato anche per impostare i programmi di allenamento nella Cardiologia Riabilitativa, o nell' ambito della Medicina dello Sport per valutare le performance degli atleti».
Per la cura delle malattie alle vene nella Chirurgia di Noventa Vicentina
Riguarda invece il trattamento di molte tra le principali malattie delle vene il generatore di radiofrequenza donato alla Chirurgia di Noventa Vicentina. «La flebochirurgia - sottolinea il dott. Francesco Salano, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale 2 dell'ospedale Pietro Milani - negli ultimi anni ha visto una significativa evoluzione tecnologica e una delle novità di maggiore interesse è proprio la radiofrequenza. Questa metodica infatti permette di trattare molte tra le malattie delle vene superficiali, come ad esempio le varici, con un approccio endovascolare gestibile in regime ambulatoriale, dunque con la sola anestesia locale e senza più la necessità di ricovero, nè di una sedazione più profonda, con tutto quello che questo comporta in termini di maggiore sicurezza e minori disagi per il paziente, che già dopo 24 ore può riprendere le proprie normali attività. E il tutto anche con un significativo risparmio per il sistema sanitario». Il generatore di radiofrequenza acquistato, attraverso una sonda specifica, permette di erogare al tessuto varicoso impulsi elettrici controllati che distruggono il tessuto vascolare malato, preservando naturalmente quello sano. Una strumentazione all'avanguardia, dunque, che consente un notevole miglioramento dell'offerta terapeutica per la popolazione afferente all'ospedale di Noventa Vicentina.
Diagnosi non invasive cardiovascolari per la Nefrologia del S. Bortolo
Una donazione di rilievo è quella indirizzata alla Nefrologia del S. Bortolo, centro considerato all'avanguardia a livello internazionale nella diagnosi e terapia delle patologie congiunte cardio-renali. Il reparto ha ricevuto infatti il sistema SphygmoCor XCEL, uno strumento diagnostico non invasivo per la valutazione clinica  della pressione arteriosa e della rigidità arteriosa. «Ad oggi - sottolinea il prof. Claudio Ronco, direttore del Dipartimento Interaziendale di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale - questo tipo di analisi è lo standard di riferimento più all'avanguardia, in quanto la rigidità arteriosa è considerata un fattore determinante per il rischio cardiovascolare: in diverse popolazioni ed in differenti classi di età la rigidità aortica, quale espressione di arteriosclerosi o più genericamente di danno vascolare, è stata direttamente correlata ad una peggiore prognosi cardiovascolare. Nel corso degli ultimi anni si è consolidata l'evidenza che la popolazione con malattia renale cronica sia caratterizzata da un processo di irrigidimento delle arterie più severo rispetto alla popolazione generale e ciò comporta il fatto che le patologie cardiovascolari rappresentino la prima causa di morte nei pazienti affetti da questa patologia; in particolare, è ben noto come nei soggetti con insufficienza renale terminale la mortalità per cause cardiovascolari superi il 50% della mortalità totale, con un rischio che risulta essere sino a 30 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Nella abituale pratica clinica la valutazione della rigidità arteriosa rappresenta un importante elemento aggiuntivo alla diagnostica cardiovascolare a cui i pazienti con malattia renale cronica vengono sottoposti. L'entità della rigidità arteriosa potrebbe effettivamente guidare il clinico nella scelta del migliore trattamento al fine di ridurre e contenere il più possibile il danno cardiovascolare di questi pazienti».
Una nuova termoculla per la Patologia Neonatale di Arzignano
È invece dedicata ai neonati, e più precisamente ai nati prima del termine, la donazione destinata all'ospedale Cazzavillan di Arzignano, dove grazie all'intervento della Cassa Rurale di Brendola arriverà in Patologia Neonatale una nuova termoculla con pareti abbattibili di ultima generazione. «A seconda delle condizioni del neonato - spiega il dott. Eleonardo Schieven, direttore della Pediatria di Arzignano - può essere utilizzata sia aperta come se fosse una isola neonatale, sia chiusa come una tradizionale termoculla o in transizione come un lettino riscaldato, per il passaggio dei neonati dalla termoculla al lettino. In questo modo è utile non solo nella gestione delle emergenze neonatali, ma in tutte le fasi delicate della loro crescita. Il vantaggio principale di questa apparecchiatura, rispetto alle tre già in dotazione, è quella di poter sollevare la parte superiore, spostare le spondine e trasformare tutto in un piano riscaldato che permette agli operatori di effettuare tutte le procedure tenendo al caldo il neonato. Un vantaggio fondamentale soprattutto nella gestione dei neonati più delicati, che hanno bisogno di cure più impegnative od invasive». Tra gli altri benefici per i neonati, non manca la possibilità di creare un ambiente a luminosità controllata e di trasmettere il suono della voce materna - o melodie selezionate dai genitori - direttamente entro la culla, per creare un legame precoce con la mamma e con i genitori. Infine, con tale strumento è più facile il passaggio alla culla, perché può trasformarsi in un lettino senza pareti, accompagnando così in modo graduale la crescente autonomia del neonato nato pretermine.


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