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Commissione banche, video integrale e "Radiocor minuto per minuto" della "testimonianza" di Barbagallo di Banca d'Italia e Apponi di Consob

Di Eduardo Mele Giovedi 16 Novembre alle 00:09 | 0 commenti

Pubblicato il 9 novembre alle 10.30, aggiornato alle 13.52, alle 23.51 e completato con video integrale il 16 alle 00.09. Dalle ore 10.30, la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, presso l'Aula del IV piano di Palazzo San Macuto, svolge l'audizione congiunta di Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d'Italia, e Angelo Apponi, direttore generale della Consob. Con votazione dei commissari l'audizione è stata trasformata in "testimonianza", ben più rilevante, anche penalmente In caso di false dichiarazioni di quelli che da auditi diventanto testimoni.

Dopo averlo trasmesso in diretta anche su VicenzaPiu.tv e sulle App omonime, vi proponiamo qui il video integrale, a parte alcune fasi secretate dal presidente Pier Ferdinando Casini e tutta al cronaca come riferita per noi da Radiocor Il Sole 24 Ore..

La commissione d'inchiesta sul sistema bancario ha votato a maggioranza la trasformazione delle audizioni, congiunte, del capo della vigilanza della banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, e dell dg Consob, Angelo Apponti, in testimonianza ai sensi di quanto disposto dal codice di procedura penale

Il presidente della Commissione, Pierferdinando Casini, rivolge quindi una serie di quesiti separatamente, rivolgendosi in prima battuta ad Apponi, mentre Barbagallo e' stato invitato temporaneamente a lasciare l'aula della Commissione.

La Consob ricevette dalla Banca d'Italia nel 2013 informazioni incomplete per valutare il prezzo dell'aumento di capitale lanciato quell'anno da Veneto Banca. Lo indica il direttore generale Consob, Angelo Apponi, nel corso dell'interrogatorio davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche. "Ci viene detto (nella comunicazione ricevuta da via Nazionale, ndr) che il prezzo e' alto. Altro e' quello che leggiamo nel verbale ispettivo, che riceviamo nel 2015, dove si dice che la metodologia di calcolo del prezzo e' irrazionale e ci sono dei vizi. L'informazione e' significativamente diversa".

I protocolli tra la Consob e la Banca d'Italia si possono migliorare: quello che e' accaduto fino ad oggi non si puo' considerare un successo". Cosi' Angelo Apponi, direttore generale della Consob, concludendo la sua testimonianza davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche.

La Banca d'Italia effettua circa 250 ispezioni l'anno presso le banche e gli esiti dell'ispezione li inviamo ma non tutti i verbali ispettivi. Ogni rapporto sono 50 pagine piu' gli allegati e non possiamo inondare la Consob con tutti i verbali. Per questo inviamo l'esito dell'ispezione quando riteniamo ci siano profili rilevanti per l'altra Autorita'". Cosi' il capo della Vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, nel corso della testimonianza e non piu' audizione, davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta delle banche. Barbagallo ha spiegato di voler far chiarezza "in merito alle presunte discrepanze rilevate" con la Consob aggiungendo che i protocolli di collaborazione con l'autorita' di via Martini "sono migliorabili".

Tra la Banca d'Italia e la Consob, ha ribadito Barbagallo sette giorni dopo l'audizione davanti alla Commissione dl'inchiesta, "la collaborazione e' continua, intensa e aperta. Si fonda su protocolli che prevedono un invio di informazioni fitto e riunioni frequenti. Dal 2012, data dell'ultimo protocollo significativo, e' fissato l'obbligo di collaborazione continua e noi, ogni mese, per oltre 500 banche mandiamo in Consob una serie di dati granulari". Barbagallo ha aggiunto che i protocolli sono perfettibili anche perche' "la vigilanza per finalita' da' benefici ma ci possono essere problemi". Serve un protocollo ricorda Barbagallo con riferimento agli scambi di informazioni sugli aumenti di capitale.

L'informativa su Veneto Banca inviata dalla Banca d'Italia alla Consob nel novembre del 2013 "certamente, dal nostro punto di vista, era piu' che sufficiente a fare scattare un 'warning' dell'altra autorita'; se l'altra autorita' poi non agisce...". Cosi' il Capo della vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, nell'interrogatorio davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche. La lettera di via Nazionale all'autorita' di via Martini riferiva dei vari problemi della banca di Montebelluna e, riguardo al prezzo dell'azione, indicava come fosse "incoerente e non alto" con il contesto economico e con la perdita del 2012. Barbagallo aggiunge che dopo il ricevimento della lettera su Veneto Banca, la Consob "se riteneva di non avere i mezzi per ulteriori approfondimenti poteva chiedere a noi e non lo ha fatto. Poi nel comitato tecnico (bankitalia-Consob, ndr) avrebbe potuto chiedere altre informazioni e non lo ha fatto".

Riguardo alla comunicazione inviata da Banca d'Italia alla Consob su Veneto Banca nel 2013, Barbagallo aggiunge: "Non credo che i termini della lettera siano astrusi o criptici. Sono due pagine su risultanze ispettive E' una sintesi, questo e' il nostro modo di comunicare. Lo facciamo per non appesantire Consob". Non si trattava certamente "di una lettera di Natale". "In quell'ispezione del 2013 - aggiunge il capo della Vigilanza della Banca d'Italia davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche - sono emersi anche altri 30 problemi in Veneto Banca per questo riteniamo sia sufficiente l'informazione inviata perche' la circostanza sul prezzo e' scritta nella prima parte del rilievo" mosso dagli ispettori alla Banca nel verbale ispettivo

Diversa la situazione su Vicenza, secondo la ricostruzione di Barbagallo. In questo caso non c'e' stata nessuna indicazione di Bankitalia a Consob sul problema procedurale della fissazione del prezzo. "Noi a meta' 2013, su richiesta Consob, mandiamo a Consob l'informativa sull'ispezione del 2012 a Vicenza, l'ultima fatta all'epoca. A Vicenza dall'ispezione del 2012 erano emerse problematiche ma non catastrofiche sul rischio di credito". A Consob non viene riferito quindi del lungo tira e molla tra Banca d'Italia e Popolare di Vicenza, iniziato nel 2008, per ottenere una metodologia di fissazione del prezzo e dell'azione e una valutazione di un esperto esterno. Questione che si chiude con il rispetto delle indicazioni da parte della banca a fine 2010-inizio 2011. "Nel 2011 la vicenda del prezzo per Vicenza si era chiusa" e per la Banca d'Italia non era piu' un tema da riferire all'altra Autorita' di vigilanza.

Per impedire il collocamento al retail dei bond bancari "e non solo quelli subordinati non credo serva una legge, si puo' fare se Consob e' d'accordo". Cosi' Carmelo Barbagallo, capo del Dipartimento della Vigilanza della Banca d'Italia nel corso della testimonianza davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche. Secondo Barbagallo si puo' ipotizzare di vietare il collocamento ai risparmiatori per le banche che hanno un punteggio di vigilanza peggiore. "La mia opinione e' che o proibiamo o non otteniamo risultati" osserva Barbagallo aggiungendo che nonostante i prospetti avvertano dei molti rischi spesso non vengano valutati con attenzione dai risparmiatori. Un'eventuale proibizione del collocamento dei bond bancari "e' competenza piu' di Consob ma c'entriamo anche noi".

Non ci sara' il confronto 'all'americana' tra la Banca d'Italia e la Consob davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche. Dopo le testimonianze davanti alla Commissione rese dal Capo della vigilanza di via Nazionale Carmelo Barbagallo e dal direttore generale della Consob Angelo Apponi, il presidente della Commissione Casini ha osservato che "possono considerarsi superate le contraddizioni emerse dalle precedenti due audizioni" dei due alti funzionari. Non ci sono in sostanza divergenze sui fatti ma "interpretazioni divergenti" su quello che si sarebbe potuto o dovuto fare nei casi delle due banche venete. Per questo motivo, a giudizio di Casini, non c'e' la necessita' del confronto diretto.

La Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche si appresta ad aprire il capitolo Monte dei Paschi. Lo ha anticipato il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, chiudendo la seduta dedicata agli interrogatori di Banca d'Italia e Consob sulle banche venete. "Ci attiviamo per audire martedi' prossimo i due magistrati che stanno seguendo la vicenda Monte dei Paschi" ha detto Casini prima di chiudere la seduta e di convocare il Comitato di presidenza.


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