Quotidiano | Categorie: Politica, Fatti

Achille Variati con Jacopo Bulgarini d'Elci saluta la stampa di Vicenza e... paga da bere

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Giovedi 7 Giugno 2018 alle 20:17 | 0 commenti

Stamattina, prima di parlare dello stato dell'arte del collegamento di Via Aldo Moro con la SR 63 e poi del dossier lasciato al successore sulla costituzione di parte civile del Comune di Vicenza nel processo alla Banca Popolare di Vicenza e ai sette specifici imputati, tra cui il mai nominato Gianni Zonin, il sindaco Achille Variati ha incontrato, accompagnato dal vice Jacopo Bulgarini d'Elci, la stampa nella Sala Stucchi a Palazzo Trissino per "un ringraziamento e un saluto di fine mandato". Ci sembra "istituzionale" proporvi senza commenti esterni tutto l'incontro seguito da un aperitivo "pagato da me, beninteso" ci ha tenuto a precisare il sindaco e presidente uscente della Provincia di Vicenza.


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Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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