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Il sexting, prof. Michele Lucivero: la spettacolarizzazione dell'intimo

 

Il tema d'indagine del progetto Sexteen (La sessualità degli adolescenti. Quanti punti di vista?) è il sexting, in particolare vogliamo indagare le motivazioni che spingono i giovani, ma anche gli adulti, a inviare per mezzo dei cellulari o attraverso i social network a propri conoscenti messaggi di testo, ma soprattutto immagini e video, con esplicito riferimento sessuale di sé stessi Si tratta di un fenomeno complesso, che coinvolge non solo il sesso o, più in generale la sessualità, ma, nella fattispecie, anche la sua spettacolarizzazione, poiché ne va della diffusione di immagini personali, che, in teoria, dovrebbero restare segrete, intime, oltre a problemi legali connessi alla tutela della privacy, soprattutto se ci sono di mezzo dei minori.

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Ignazio Visco punta al bis ai vertici di Banca d'Italia, Enrico Cappelletti di M5S: "ma vogliamo scherzare?!"

In occasione della conferenza stampa di sabato 2 settembre, il cui il presidente del gruppo dei senatori del Movimento 5 Stelle, Enrico Cappelletti, il consigliere regionale Manuel Brusco e la capogruppo comunale a Vicenza Liliana Zaltron hanno annunciato la presentazione presso la Procura di Vicenza di un esposto sulla mala gestio della Fondazione Roi durante la presidenza di Gianni Zonin, il collega di VVox.it, Marco Milioni, ha chiesto al senatore pentastellato delle reazioni del M5S alla notizia di indagini su Banca d'Italia da parte della procura di Roma su denuncia di Pietro D'Aguì, fondatore e amministratore delegato fino al 2013 di Banca Intermobiliare (Bim), ancora oggi controllata da Veneto Banca in LCA dopo molti tentativi di cessione bloccati anche da Via Nazionale e ora ancora in vendita ma svalutata per centinaia di milioni.

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Entra in VicenzaPiù Freedom Club e sarà attuata la "carta dei diritti" dei lettori, degli inserzionisti e dei giornalisti

"Marlane Marzotto. Un silenzio soffocante" presentato venerdì e oggi il GdV scrive delle indagini su altri morti della ex fabbrica tessile di Praia a Mare. E fa il nome Marzotto

Sabato, come avrete letto (e visto e ascoltato soprattutto grazie al nostro video integrale senza filtri e tagli che, dovendo sintetizzare, nascono pro o contro la verità, leggasi la stampa odierna), il senatore M5S Enrico Cappelletti e i suoi colleghi politici, il consigliere regionale Manuel Brusco e la capogruppo pentastellata in comune di Vicenza Liliana Zaltron, hanno non chiesto «Più chiarezza sulla Fondazione Roi», titolone del giornale confindustriale, ma hanno annunciato la presentazione di un esposto in Procura della Repubblica di Vicenza sulla mala gestio della Fondazione Roi targata Gianni Zonin.

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A Vicenza l'erba cresce

ArticleImage Non tutti sanno che a Vicenza l'erba cresce, e non è quella che opportunamente essiccata, viene venduta in quasi tutti i parchi e parcheggi della città ad opera dei soliti noti, che le forze, sempre lodevoli, di polizia e i carabinieri faticano purtroppo a controllare. Qui si parla di ben altra erba, quella che gli assessori, delegati a provvedere alla possibile futura casa per padri separati in via Alberto Mario, non sanno che cresce libera e spontanea e non basta falciarla una volta ogni tanto, quando un articolo di giornale invita a farlo.

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Da Cappelletti, Brusco e Zaltron di M5S parte un esposto in procura sulla gestione by Gianni Zonin & c. della Fondazione Roi

Come previsto il Movimento 5 Stelle ha confermato la presentazione alla Procura della Repubblica di Vicenza di "un esposto in merito ad alcune operazioni economiche deliberate dai Consigli di amministrazione della Fondazione Roi a guida di Gianni Zonin dopo il 2009 ed ai buchi al bilancio della Fondazione registrati dal 2015". Sono stati, quindi, illustrati oggi nell'annunciata conferenza stampa a Palazzo Trissino I contenuti dell'esposto "focalizzato sull'acquisto in paese conflitto di interessi di un importo enorme di azioni della BPVi, di cui Zonin era contemporaneamente presidente, e dell'ex Cinema Corso, entrambe operazioni 'fuori statuto'" ma sui cui non intendiamo fornire oggi dettagli "per non dare vantaggi al suo ex presidente Gianni Zonin & c. per le indispensabili e auspicate indagini".

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Referendum, Poggi: "Zaia teme che i veneti capiscano la truffa"

ArticleImage «Le polemiche nate all'interno della Lega in merito il mancato utilizzo della tessera elettorale sono di fatto un'accusa allo stesso Zaia: è stata proprio la Giunta Zaia infatti ad approvare l'8 agosto lo schema d'intesa con le tanto bersagliate prefetture venete, prevedendo il voto senza la tessera. Del resto Zaia sembra avere la coda di paglia, vista la prontezza con cui ha messo a tacere le lagne dei suoi compagni di partito (secondo quanto riportato oggi da Il Mattino di Padova). Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, che dopo la pubblicazione della delibera della Giunta Zaia aveva gridato al boicottaggio della democrazia, si metterà il bavaglio o continuerà a sbraitare?

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Un'opera poco nota di Andrea Palladio: Porta Gemona o Portonat a San Daniele del Friuli. La voce del Sileno Anno 2, 27 agosto 2017

ArticleImage "L'amore della bella architettura può dirsi che sia stato sempre vivo nei Vicentini". Così il poeta Giacomo Zanella nel capitolo II della sua Vita di Andrea Palladio (a cura di Italo Francesco Baldo e con un Intervento di Pietro Nonis, Vicenza, Editrice Veneta 2008, p.11) presenta le opere che Andrea Palladio (pseudonimo di Andrea di Pietro; Padova, 30 novembre 1508 - Maser, 19 agosto 1580) che nella città berica iniziò a produrre, incontrando proprio il favore di cittadini avvezzi alla bellezza, come li descriveva Lucrezio Beccanuvoli in Tutte le donne vicentine, maritate, vedove e dongelle (Vicenza, Editrice Veneta, 2008).

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Voci su migranti nell'hub di via Catalani a Vicenza trasferiti a Tonezza del Cimone, PrimaNoi presenta un'istanza al sindaco

ArticleImage In questi giorni, come crive nella nota che pubblichiamo PrimaNoi, ad aggravare il clima a Tonezza del Cimone, gira la voce dell'arrivo di nuovi ospiti collegati allo svuotamento dell'hub di via Catalani a Vicenza per i seri problemi che si sono verificati nel capoluogo berico e per le conseguenti proteste dei cittadini. "Se fosse vero, il sindaco cos'ha da dire di questo ennesimo trasbordo di soggetti da Vicenza a Tonezza?" - chiede Luciano Dellai. Secondo Alex Cioni, invece, se le indiscrezioni fossero vere, "rappresenterebbero indubbiamente l'ennesima pugnalata alla schiena per una comunità che da tempo attende delle risposte dalle istituzioni.

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Vicenza è la provincia veneta con meno reati informatici ma li "raddoppia" in due anni, Belluno la più "malandrina"

ArticleImage Secondo un'analisi condotta da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, tra 2010 e 2015 questi crimini sono quasi triplicati a Belluno e raddoppiati a Vicenza

Il Veneto con una denuncia all'autorità giudiziaria ogni 442 abitanti è tra le regioni italiane con minore densità di crimini informatici con Treviso (1/558 abitanti) che è tra le più virtuose del Paese e Belluno (1/310) che è, invece, al 17esimo posto fra le province italiane con maggiore ricorrenza di questi reati. E' quanto emerge da un'analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che con "Difesa Web" assiste in giudizio i cittadini vittime di frodi informatiche e fornisce strumenti di monitoraggio per prevenire furti d'identità e altre truffe online.

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La Soprintenza non definisce museo la Basilica Palladiana, ma almeno la Fondazione Roi non dovrà dare più dei 100.000 euro già assegnati alla mostra di Van Gogh: lo dice, ma anche no, Achille Variati

Anche la Sovrintendenza alle Belle Arti conferma di non considerare la Basilica Palladiana un "museo"  ma un monumento la cui integrità artistica e culturale va tutelata e preservata anche in termini di fruibilità estetica e visiva quando, per decisioni diverse, diventa, come l'ha definito ieri il sindaco Achille Variati, un "prezioso contenitore" per una mostra temporanea, come quella di Van Gogh. Ma, se i cda della Roi a guida Gianni Zonin hanno elargito fondi solo in minima parte al "museo civico", come il marchese Giuseppe Roi definisce nello statuto, e al singolare, palazzo Chiericati come destinario delle attività della Fondazione a lui intitolata, non è da meno nel suo comportamento, diciamo, discutibile, il nuovo cda a trazione Andrea Valmarana e a guida Ilvo Diamanti.

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Commenti degli utenti

Domenica 28 Ottobre 2018 alle 22:37 da Kaiser
In Aim, è Gianfranco Vivian il nuovo amministratore unico del gruppo: il video della conferenza stampa di Francesco Rucco

Sabato 27 Ottobre 2018 alle 12:57 da zenocarino
In Aim, è Gianfranco Vivian il nuovo amministratore unico del gruppo: il video della conferenza stampa di Francesco Rucco

Giovedi 11 Ottobre 2018 alle 07:02 da kairos
In Pd e civici di csx della città di Vicenza dicono no a Rucco in Provincia. Dure accuse alla dem Luisetto. Le interviste a Spiller, Marchetti, Colombara e Tosetto: "presi in giro"

Giovedi 2 Agosto 2018 alle 16:26 da PaolaFarina
In Il Clan dei Tamimi: un "racconto diverso" sulla vicenda di Ahed Tamini, l'attivista palestinese diciassettenne appena liberata
Rispondo a Germano Raniero dal mio articolo che, come dice Raniero è monco. Me lo hanno fatto notare in tanti, ma scrivere la storia dei Tamimi bisognerebbe farlo a puntate. Chi come Raniero, cerca giustificazioni nell'asset familiare e nell'ambiente di questa attricetta (già protagonista di un documentario), chi si aggrappa "all'occupazione" (occupazione?) ai lager della Cisgiordania, spesso contrapposti ad alberghi a cinque stelle dove dormono i paraculati delle ONG, chi tollera il terrorismo da ritorsione, sappia che spontaneo o da ritorsione, sempre terrorismo è fa sminuire la figura da pacifista a pacifinto, perché non ci può essere pace costruita su fondamenta di terrorismo. Io sto cercando di evidenziare che la promozione di questa stronzetta viene abilmente sovrapposta all’attività terroristica dei compenti della sua famiglia. Detto questo l'attricette eretta a paladina è contestata anche dai palestinesi, perché non rappresenta un'icona di salvatrice della patria, Ahed è un nuovo simbolo difforme della resistenza palestinese,anche per il suo look occidentale, quasi americanizzato, per la sua fisicità e il suo stile di vita (non porta il velo, tocca i maschi…una vera combattente per la causa palestinese non lo farebbe mai, se io, alla mia età toccassi le palle ai militari israeliani finirei in galera e butterebbero via le chiavi...per via dell’età)… Questi atteggiamenti non rappresentano lo stereotipo della bambina palestinese, quanto una figura mediatica di successo (trovo strano che la maggioranza dei giornalisti non si sia posto questo problema), creata ad arte, per arricchire la famiglia che è stata anche foraggiata da Erdogan con regalie varie….e adesso ditelo a Erdogan...tanto non mi mette in prigione, perché le sue galere sono piene di dissidenti, tra il silenzio di questi pacifisti di basso livello.
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